Il procacciatore d'affari

Il procacciatore d'affari è una delle figure commerciali più diffuse, perché consentono all'imprenditore di usufruire di minori costi rispetto all'ingaggio di un normale agente di commercio.

Oltre ai costi, il procacciatore d'affari è una delle figure sul quale non esiste una vera e propria regolamentazione, tanto che è possibile definirlo un contratto di collaborazione atipico.

Il compito del procacciatore è mettere in contatto le due parti affinché queste concludano un affare.

Al procacciatore, sarà poi pagata una provvigione liquidata dalla parte che vende il bene o il servizio, in base ad accordi presi in precedenza.

Non gli viene nemmeno imposto alcun vincolo di esclusiva, infatti può operare per una o più ditte in modo occasionale oppure continuativo.

Per svolgere l'attività di procacciatore d'affari occasionale E' SUFFICIENTE IL CODICE FISCALE, E NON E' NECESSARIO APRIRE UNA PARTITA IVA.

Soltanto nel caso in cui l'attività di procacciatore d'affari sia svolta in modo continuativo (ovvero se il guadagno del procacciatore supera i 5.000 euro in 12 mesi) bisogna iscriversi al Registro delle Imprese in qualità di "ditta individuale" ed aprire una partita IVA.

Vedi le differenze tra il procacciatore d'affari occasionale e continuativo

L'unico inquadramento che il procacciatore riceve dalla società è la tradizionale "Lettera d'incarico" o lettera di procacciamento affari, che contiene l'indicazione dell'ammontare delle provvigioni, le modalità di pagamento delle stesse e i patti di non concorrenza.

Per quanto riguarda le caratteristiche contabili e fiscali, essendo una figura con contratto atipico, non è prevista nessuna disciplina ufficiale, ne l'iscrizione a nessun albo.

Se il procacciatore fatturerà più di 25 mila euro all'anno, dovrà presentare il riepilogo IVA annuale.

Per qualsiasi fatturato, resta l'obbligo del versamento dell'IVA, da scegliere tra mensile o trimestrale.
Ai fini fiscali, il procacciatore d'affari ha una ritenuta d'acconto del 23% sul 50% delle provvigioni e può scaricare l'IVA (spese di gestione, autovettura e costi relativi).

Per l'inquadramento INPS, si paga il 19,59% sul reddito minimo di 2.671 euro.

 
 

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