Chi è il procacciatore d’affari

Il procacciatore d’affari è una persona che mette in contatto  due parti affinché queste concludano un affare, e per questo servizio di intermediazione, percepisce una provvigione a carico della parte venditrice, che viene stabilita precedentemente.

Del procacciatore d’affari non esiste una vera e propria regolamentazione, tanto che è possibile definirlo un contratto di collaborazione atipico.

Di seguito, potrete apprendere le principali nozioni che riguardano da vicino questa figura professionale:

Requisiti del procacciatore d’affari

Il procacciatore d’affari è una delle figure commerciali più diffuse, perché consente all’imprenditore interessato ad espandere la sua attività commerciale, di sopportare minori costi rispetto a quelli derivanti dall’ingaggio di un normale agente di commercio.

Il compito del procacciatore è mettere in contatto le due parti affinché queste concludano un affare, e per questo servizio di intermediazione, lo stesso percepisce una provvigione a carico della parte venditrice, che viene stabilita precedentemente.

Al procacciatore non viene nemmeno imposto alcun vincolo di esclusiva, infatti, può operare per una o più ditte in modo occasionale oppure continuativo. Per svolgere l’attività di procacciatore d’affari occasionale E’ SUFFICIENTE IL CODICE FISCALE, NON ESSENDO NECESSARIA L’APERTURA DELLA PARTITA IVA.

Il procacciatore, per poter svolgere l’attività, non deve avere pendenze penali.

Soltanto nel caso in cui l’attività di procacciatore d’affari sia svolta in modo continuativo (ovvero se il guadagno del procacciatore supera i 5.000 euro di provvigioni in 12 mesi) bisogna iscriversi al Registro delle Imprese in qualità di “ditta individuale” ed aprire una partita IVA.

Vedi le differenze tra il procacciatore d’affari occasionale e continuativo

L’unico inquadramento che il procacciatore riceve dalla società è la tradizionale “Lettera d’incarico” o lettera di procacciamento affari, che contiene l’indicazione dell’ammontare delle provvigioni, la modalità di pagamento delle stesse e i patti di non concorrenza.

Per quanto riguarda le caratteristiche contabili e fiscali, essendo una figura con contratto atipico, non è prevista alcuna disciplina ufficiale, né l’iscrizione ad alcun albo.
Vedi l’inquadramento fiscale del procacciatore

Se il procacciatore fatturerà più di 25 mila euro all’anno, dovrà presentare il riepilogo IVA annuale.

Per qualsiasi fatturato, resta l’obbligo del versamento dell’IVA, da scegliere tra mensile o trimestrale.

Ai fini fiscali, il procacciatore d’affari ha una ritenuta d’acconto del 23% sul 50% delle provvigioni a differenza dell’incaricato alle vendite dirette, per il quale l’azienda mandante versa una ritenuta d’imposta del del 23% calcolata sul 78% delle provvigioni percepite.
La differenza fondamentale è che la ritenuta del procacciatore è un acconto delle imposte dirette che dovrà versare (ritenuta d’acconto) mentre la ritenuta dell’incaricato alle vendite dirette esaurisce interamente le imposte dirette che l’incaricato deve versare, e per questo motivo le provvigioni dell’incaricato non fanno cumulo con altri redditi e non vanno inserite nella dichiarazione dei redditi, in quanto si tratta di importi già interamente tassati (ritenuta d’imposta). Per approfondire vedi la fiscalità agevolata dell’incaricato alle vendite.

Ricordiamo inoltre che il procacciatore continuativo può scaricare l’IVA (spese di gestione, autovettura e costi relativi), e che per l’inquadramento INPS, si paga il 21,30% sul reddito minimo di 3.102 euro.

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